presentazione

Blog del Museo Tattile Varese

Ciao, mi chiamo Museo Tattile Varese e ho circa 4 anni, sono nato infatti il 16 aprile 2011.

Puoi trovare tutte le informazioni su di me nel mio profilo a lato. Qui invece vorrei parlarti di quello che sto facendo, vorrei condividere con te i miei progetti e le mie speranze per il futuro, vorrei che mi aiutassi a diventare grande.
Mi piacerebbe che il blog diventasse un luogo dove scambiarsi impressioni, suggerimenti, critiche (anche quelle servono per crescere). Un “ideatorio” dove fare un girotondo di idee, una bacheca di bigliettini.

Troverai uno spazio per i commenti, usalo, perché mi interessano le tue idee.

sabato 4 aprile 2015

BUONA PASQUA!

Il Museo Tattile Varese non sarà aperto a Pasqua e Pasquetta perché… è un piccolo museo privato, perché è stato creato e viene gestito solo da 3 persone, perché in quattro anni di vita è arrivato ad avere 60 modelli tattili, un bel po’ di installazioni temporanee e un sacco progetti multisensoriali, perché è riuscito ad organizzare corsi e manifestazioni per tutti, perché è un museo che sta crescendo.
Se ci aiutate, visitandolo, condividendolo e partecipando siamo sicuri che il prossimo anno riusciremo ad essere aperti anche a Pasqua e a Pasquetta.


E allora….Buona Pasqua dal Museo Tattile Varese!

mercoledì 1 aprile 2015

COMUNICARE CON L’OBIETTIVO


La fotografia è un linguaggio. Questo significa che quando fotografiamo qualcosa, non ci limitiamo e ‘fermare un’immagine’,  ma comunichiamo qualcosa, soprattutto di noi. Come vediamo il mondo, cosa ci emoziona, cosa troviamo importante. La fotografia quindi non è mai casualità, ma vive su regole di scrittura, su meccanismi di comunicazione che esulano dall’aspetto meramente tecnico e che riguardano il “perché” di uno scatto fotografico. Per permettere l’approfondimento di questi aspetti,  il Museo Tattile Varese promuove il corso:


COMUNICARE CON L’OBIETTIVO
Corso di percezione e comunicazione fotografica tenuto da Diego Boldini*



mercoledì 4 marzo 2015

IL MUSEO TATTILE VARESE VA AL MUSEO 1ª puntata

Abbiamo deciso di fare un giro per conoscere meglio i nostri colleghi musei e per farli conoscere anche a voi.
Domenica scorsa siamo stati al Museo Poldi Pezzoli a Milano e queste sono le nostre impressioni:

E’, nell’immaginario collettivo dei milanesi, il museo di Milano. Visitandolo si ha l’impressione di entrare (cosa che effettivamente è) nella casa di una famiglia dell’alta borghesia milanese: uno scalone ad accoglierti e poi stanze che si inanellano una nell’altra, parquet straordinari che scricchiolano appena, soffitti a tratti affrescati, finestroni che si affacciano sui miracolosi giardini segreti di Milano. E nelle stanze – che viene spontaneo attraversare a bassa voce – quadri, più o meno noti o famosissimi, pale d’altare e minuscoli paesaggi, ritratti stupefacenti e profili di Venezia e gioielli e porcellane e armature e arredi e tappeti….
E in mezzo a tutto questo, a simbolo del Museo, quella “Dama del Pollaiolo” che ci accoglie sorprendentemente senza nessuna enfasi. La tela sta lì, in mezzo ad una sala in cui nessun elemento ci ha preparati alla sorpresa, quasi per caso, precisa nel tratto e delicatissima nei colori. Ma è straordinario questo ritratto di profilo, diventato simbolo stesso del Museo Poldi Pezzoli. E’ un quadro piccolo, assolutamente unico per cura dei particolari e livello di dettaglio, toccante per quell’espressione silenziosa che racconta di un’antica ricchezza senza strepito, di una tranquillità nell’essere e nel mostrarsi. Quella giovane donna dal profilo perfetto che si staglia su fondo chiaro racconta e incanta: non sappiamo chi sia, e non ci importa saperlo, sappiamo però che parla della bellezza del mondo, della perfezione della pittura, di come una tela ed un museo - anche questo museo -  siano capaci di sospendere il tempo e di meravigliarci.





giovedì 19 febbraio 2015

storytelling al museo

Lunedì 2 Marzo partirà il nuovo corso "Il SENSO DEL RACCONTO" - storytelling multisensoriale e nuovi strumenti didattici - destinato a insegnanti delle scuole primarie e secondarie e insegnanti di sostegno.
Speriamo di replicare il successo delle edizioni precedenti dei nostri corsi per insegnanti, per cui vi aspettiamo numerosi!

sabato 14 febbraio 2015

SAN VALENTINO AL MUSEO

Oggi, San Valentino, è purtroppo una giornata triste, grigia, di pioggia insistente. Perché allora, invece di andare al cinema o passare la giornata in casa, non pensare di venire al museo in coppia?
Potrebbe rivelarsi l'occasione per condividereun'esperienza estremamente piacevole, divertente e anche, perché no, l'opportunità di conoscere lati nuovi del proprio partner...la conoscenza multisensoriale applicata alla vita di coppia!

venerdì 6 febbraio 2015

ON LINE IL SITO DEL MUSEO TATTILE


Siamo online! Sul nuovo sito www.museotattilevarese.it potrete trovare tutto quanto facciamo al museo: eventi, mostre, laboratori, corsi, incontri ecc…
Nella pagina “chi siamo” abbiamo voluto scrivere “OSSERVIAMO IL MONDO CON LE MANI” perché sostanzialmente è questo che proponiamo: un nuovo punto di vista, un nuovo approccio alla realtà.
In genere, per conoscere il mondo utilizziamo principalmente occhi e orecchie, il tatto è un senso di cui spesso ci dimentichiamo. In realtà, gioca un ruolo importante nel nostro rapporto con il mondo: ci sono studi psicologici che dimostrano come il toccare possa influenzare il modo di pensare dell’altro, può incoraggiare, rassicurare, trasmettere affetto o potere, o addirittura infastidire. 
Per questo pensiamo che l’esperienza tattile sia arricchente e che sia assolutamente da fare per tutti!

lunedì 26 gennaio 2015

IL TATTO E IL DIVERSO


Nell’arco di una giornata tocchiamo centinaia di oggetti, ma tocchiamo e siamo toccati da un numero molto più ristretto di persone. Perché?
Perché quando tocchiamo qualcuno entriamo nella sua “distanza intima, uno spazio che ha a che fare con la fisicità, ma ha ancora più a che fare con l’emozione. Se sono nello spazio intimo di qualcuno, posso percepire particolari sottili, minuscole variazioni, dettagli, elementi che sono capaci di raccontarmi l’altro, che sanno farmi infrangere le barriere che fanno dell’altro “l’altro-da-me”, appunto, il “diverso-da-me”.

Attraverso il tatto la barriera della diversità sparisce: l’altro è una forma che devo scoprire, che voglio scoprire. L’altro non è a priori diverso, è un ‘qualcosa/qualcuno’ che voglio capire. Non emetto giudizi preliminari: tocco e conosco, tocco e capisco. Non ho preconcetti: sommo mentalmente i particolari che colgo attraverso le dita e conosco. Tutto qui. Le barriere cadono, il ‘diverso’ sparisce. Lo fanno i bambini, potremmo quasi pensare di abituarci anche noi adulti…